Gruppo Astrofili di Montelupo

Addio Margherita


29 Giugno 2013

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Oggi è venuta a mancare la grande astrofisica Margherita Hack all'età di 91 anni dopo una settimana di ricovero presso l'ospedale di Trieste per problemi cardiaci.
Convinta atea e vegetariana è sempre stata in prima linea nella divulgazione scientifica ed era in grado di dare spiegazioni dei misteri più complessi dell'universo in maniera semplice rendendole comprensibili a chiunque.
Abbiamo avuto modo di conoscerla personalmente in varie occasioni e in particolare quando tenne una conferenza a Montelupo qualche anno fa accompagnata, come sempre, dal marito.

La salutiamo con grande affetto.


Per approfondimenti rimando al tanto materiale che potete trovare in rete cliccando qui


Luna a barchetta


L'appuntamento è per stasera, venerdì 24 febbraio, dopo il tramonto (precisamente il momento migliore sarà verso le 19.30) tutti con il naso all'insù per ammirare questo originale spettacolo. Il fenomeno della presentazione della"luna a barchetta", come viene chiamata, cioè con le punte rivolte a U verso l'alto, è un evento celeste piuttosto raro alle latitudini italiane. La singolare scena sarà inoltre arricchita della presenza vicina alla Luna di Venere che schiarirà la zona e di Urano, a 5 gradi di distanza, come ha spiegato l'astronomo Corrado Lamberti. Egli ha inoltre spiegato che di solito è più facile vedere la Luna in queste condizioni verso la fascia tropicale quindi è un'occasione di esplorazione del cielo preziosa.

Ma per quale motivo stasera succederà questo?...

Aurora 2012

Aurora 2012 from Christian Mülhauser on Vimeo.

Franco Pacini, 1939-2012


franco pacini
Questa mattina, a Firenze, è venuto a mancare Franco Pacini, uno dei maggiori astrofisici italiani e il pioniere delle ricerche sulle pulsar. Pacini era nato a Firenze il 10 maggio 1939 e nella sua città è stato a lungo direttore dell’Osservatorio Astrofisico di Arcetri, dal 1968 al 2001. E’ stato presidente dell’Unione Astronomica Internazionale e ha dato un contributo fondamentale alla realizzazione del Large Binocular Telescope (LBT), in Arizona.

Autore di numerose pubblicazioni e studi si è occupato, tra l’altro, di astrofisica teorica e delle alte energie.  Nel 1997 ha ricevuto il premio della Presidenza del Consiglio per la Scienza. Nel 2001 e’ stato invece nominato Commendatore della Repubblica. A lui è anche intitolato un asteroide, il numero 25601, che porta il suo nome. Negli ultimi anni Franco Pacini aveva sviluppato un’intensa attività di diffusione della cultura scientifica rivolta al grande pubblico, con particolare attenzione ai giovani e giovanissimi.

Leggi la dedica dell'asteroide a lui dedicato

Link all'Articolo originale

Le due comete di Natale


La cometa P/2011 Y2 (BOATTINI) Con grande entusiasmo (e anche un po' di ritardo, scusate!) annunciamo le scoperte dell'astronomo italiano Andrea Boattini.
Andrea Boattini e' socio del Gruppo Astrofili Montelupo: era uno studente di astronomia quando si iscrisse al nostro Gruppo, ora siamo fieri del suo successo e contiamo ancora sul suo suggerimento affinche' la nostra passione per il cielo sia di aiuto e supporto agli astronomi professionisti. Il nostro motto e': "FARE QUALCOSA CHE SERVE MENTRE CI DIVERTIAMO"


"Natale è stato generoso con il cacciatore di comete Andrea Boattini: lo studioso, che lavora nell’università dell’Arizona nell’ambito del programma Catalina Sky Survey, ha da tempo battuto il record italiano per il numero di comete scoperte da un unico astronomo e si avvia a grandi passi a sfidare il record mondiale.La prima cometa, chiamata P/2011 Y2 (BOATTINI), e' stata scoperta il 24 dicembre, e il giorno successivo e’ stata la volta della cometa C/2011 Y3 (BOATTINI). Le due comete di Natale si aggiungono alla lunga liste di ‘trofei’ che Boattini ha collezionato finora.

Arthur Clarke e "La signora degli asteroidi"


Nel mese di Dicembre Giovanni Anselmi, direttore della rivista Coelum, aveva scritto nell'editoriale questo:


"...L’ottantaseiesimo giorno dovevano venirsi a trovare nel punto più vicino a uno degli asteroidi noti.
Non aveva alcun nome, ma semplicemente il numero 7794, ed era un frammento roccioso del diametro di cinquanta metri individuato dall’Osservatorio lunare nel 1997..."


È così che nel romanzo “2001: A Space Odyssey”, tratto dal film omonimo, Arthur Clarke descrive l’incontro dell’astronave Discovery con un piccolo asteroide. [...]
Il fatto sorprendente è che esiste davvero un asteroide 7794… trovato il 15 gennaio 1996 con appena un anno di anticipo su quanto preconizzato nel romanzo! Un pianetino che (altra sorpresa!) non fu scoperto da un mai costruito “Osservatorio lunare”, ma da due italiani nostri amici: l’astronomo di Asiago Ulisse Munari e “la signora degli asteroidi” Maura Tombelli!

Qui trovate il collegamento all'articolo intero.

Qui invece la risposta di Maura, "la signora degli asteroidi"



Con questa inedita singolarità auguriamo a tutti un Felice e Sereno 2012 !!!

Felice 2012

Onereficienza all'astrofisico Enrico Costa


In data 1 dicembre 2011 il Presidente della Repubblica Napolitano ha conferito ad Enrico Costa, vincitore del Premio Shaw 2011, l'onoreficienza di Grande Ufficiale al Merito della Repubblica Italiana. Questaonoreficienza, insieme ai messaggi da parte delle Presidenze di Camera eSenato ricevuti da Enrico Costa onora tutta l'astrofisica italiana e contribuisce a dare ulteriore visibilità  alle  ricerche di altissimo livello condotte dalla nostra comunità.
(Grazie a Daria per la segnalazione)

Il modello ciclico

Il Modello ciclico

All’inizio tutta la materia dell’universo era concentrata in un solo punto. Poi ci fu una grande esplosione, e lo spazio cominciò ad espandersi, portando con se la materia, che col tempo formò le stelle, i pianeti, le comete, gli esseri umani…Questa è in breve la teoria cosmologica ormai ampiamente accettata, tanto da meritarsi il titolo di Modello Standard. Ma nonostante le diverse prove che lo sostengono, chi riesce a non chiedersi: E prima del Big Bang, cosa c’era? La risposta che viene generalmente data è che tali questioni non sono di pertinenza del modello. La domanda però è imprescindibile per gli esseri umani, e ovviamente attanaglia anche gli scienziati, alcuni dei quali propongono teorie alternative, che pur non escludendo a priori il Big Bang spiegano diversamente la creazione e il funzionamento del cosmo. E se l’universo fosse sempre esistito? Non in modo stazionario e immutabile, come previsto ad esempio dalla Teoria dello Stato Stazionario (ormai dai più considerata obsoleta a seguito di osservazioni quali soprattutto laradiazione cosmica di fondo), ma in costante movimento, attraversando fasi cicliche che si ripetono all’infinito. I fisici Paul Steinhardt e Neil Turok, Università di Princeton il primo, Università di Cambridge il secondo, hanno proposto proprio questo.

Il Modello ciclico

Secondo il loro Modello Ciclico, presentato per la prima volta nel 2001, all’inizio di ciascun ciclo l’Universo si riempie di materia e radiazioni calde e dense, avviando un periodo di espansione e raffreddamento come quello che seguirebbe il Big Bang nel Modello Standard. Dopo 14 miliardi di anni l’espansione cosmica inizia ad accelerare, un fenomeno che gli astronomi effettivamente hanno recentemente osservato. Dopo migliaia di miliardi di anni, la materia e la radiazione si sono quasi del tutto dissipate e l’espansione si arresta. A quel punto, un campo energetico che pervade l’Universo crea nuova materia e nuova radiazione, permettendo di avviare un nuovo ciclo.

Questa teoria potrebbe dare una risposta alle tante domande ai tanti problemi irrisolti del modello del Big Bang, che hanno dominato la cosmologia per decenni, come appunto, cosa ha attivato il tempo, o cosa c’eraprima del suo inizio. Il modello di Steinhardt e Turok sembra anche in grado di spiegare più semplicemente del Modello Standard alcune caratteristiche dell’universo. Ad esempio, la teoria del Big Bang non riusciva a giustificare la straordinaria omogeneità del cosmo su larga scala, ne l’esistenza di piccole disomogeneità nello spazio che hanno permesso la formazione delle galassie. Così, negli anni 80 venne incorporato il concetto di inflazione (uno dei fautori fu proprio Steinhardt), un periodo di espansione iperveloce e accelerante verificatasi nel primo secondo dopo il Big Bang. Analogamente, dalla fine degli anni 90 è stata inserita nel Modello Standard una nuova componente chiamata “energia oscura”, dopo che si è scoperto che l’espansione cosmica sta accelerando. Il Modello Ciclico di Steinhardt e Turok sostituisce l’inflazione e l’energia oscura con un unico campo energetico che oscilla in modo tale da causare alternativamente l’espansione e la stagnazione. Allo stesso tempo, sarebbe in grado di spiegare tutti i fenomeni cosmici attualmente osservati, con grande precisione tanto quanto la teoria del Big Bang.

Un altro vantaggio del Modello Ciclico è che fornirebbe una previsione automatica del futuro dell’universo, che attraverserebbe ripetutamente cicli ben definiti, lunghi migliaia di miliardi di anni. Il Modello Standard, al contrario, non contiene in se previsioni del futuro a lungo termine; proprio come è stato necessario includervi imprevedibilmente elementi quali l’inflazione e l’energia oscura, potrebbe emergere infuturo un altro effetto che modificherebbe l’attuale corso dell’espansione.

Per comprendere il pensiero di “Steinhardt e Turok è necessario guardare oltre i concetti dettati dal senso comune e le concezioni di spazio e tempo a cui siamo abituati. La teoria dell’universo ciclico infatti combina insieme principi della fisica “convezionale” con idee provenienti dagli ambiti emergenti della teoria delle stringhe e della M-teoria, tentativi ambiziosi di sviluppare una teoria del tutto, ossia inglobante tutte le forze e le particelle della fisica.

L’idea è che l’universo esiste nella forma di due fogli, o brane, paralleli, infinitamente grandi, separati da una distanza microscopica. Questa distanza è una dimensione extra, o quinta dimensione, che noi non riusciamo a percepire. Nella fase attuale della storia del cosmo, i fogli si stanno espandendo in tutte le direzioni, gradualmente allargandosi e disperdendo tutta la materia e l’energia che contengono. Dopo migliaia di miliardi di anni, diventati praticamente vuoti, i fogli smettono di ampliarsi, ed entrano in un periodo di “stagnazione” nel quale la quinta dimensione collassa portandoli sempre più vicini l’uno all’altro, fino alla collisione. Con l’urto, i fogli si riempiono nuovamente della materia incandescente e densissima che caratterizza il Big Bang, e ricominciano a separarsi; l’espansione riduce la densità della materia, che si raffredda e si condensa in stelle e galassie, come vediamo nell’Universo attuale.

Le brane non sono universi paralleli, ma piuttosto facce dello stesso universo, una contenente tutta la materia ordinaria che conosciamo, l’altra contenente “Non sappiamo cosa”, come dice Steinhardt.

Questa struttura cosmica potrebbe spiegare il fenomeno della materia oscura, la materia invisibile che si pensa costituisca fino al 30% dell’universo. Essa potrebbe infatti trovarsi nella brana parallela a quella in cui ci troviamo noi. Poiché le due brane interagiscono gravitazionalmente, questa massa a noi invisibile eserciterebbe attrazione sulla materia ordinaria, provocando gli effetti che osserviamo. Steinhardt sottolinea che nel Modello Ciclico, i movimenti e le proprietà dei fogli nascono tutti in modo naturale dalla matematica su cui si basa, al contrario del modello del Big Bang nel quale l’energia oscura è stata aggiunta semplicemente per giustificare le recenti osservazioni.

Questo Modello Ciclico è solo una delle diverse ipotesi rientranti nella cosiddetta “cosmologia non standard”, che si pongono in alternativa al Big Bang, o che ne accettano i principi base ma differiscono dal Modello Standard per particolari leggi fisiche che avrebbero regolato l’origine e l’evoluzione dell’universo.

Certo è che nell’affascinante reame della scienza, anche quando una teoria è così solida da definirsi “standard”, non è mai detta l’ultima parola!

Link all'Articolo originale
Segnalato da Andrea.

Acqua sulla Luna !!


(La notizia è un po' datata (risalente al 2009) ma data la sua eccezionalità la riproponiamo volentieri!)


Dopo Marte arriva la notizia della scoperta di acqua sulla Luna, un obiettivo sicuramente più vicino rispetto al pianeta rosso. Le quantità di acqua rilevate sulla luna sono molto significative tant'è che si ipotizza una nuova missione dell'uomo sulla Luna entro il 2020. La scoperta è stata fatta nell'ambito della missione Lunar Crater Observation and Sensing Satellite (L-CROSS). Questo è in breve il comunicato della NASA (Novembre 2009).
L'articolo completo qui

Lunablu

LEONIDI 2011 - il picco stasera


Lo Sciame meteorico delle LEONIDI (chiamato così perché tali meteore sembrano provenire dalla costellazione del Leone) sarà visibile in questi giorni e avrà il suo picco proprio. Nonostante non si dovrebbero avere difficoltà a vederlo qualche problema lo crea la Luna  quando è più in alta in cielo. Consigliamo l'osservazione nelle prime ore serali quando ancora la Luna deve nascere
Per maggiori approfondimenti cliccate qui.
leonidi 199

Fotografato enorme filamento solare


GRANDE FILAMENTO: Un filamento magnetico di oltre 700.000 km di lunghezza si avvolge attorno alla parte nord-orientale del Sole.

Il NASA Solar Dynamics Observatory ha fotografato la vasta struttura durante le prime ore del 12 novembre:

Filamento solare

Il filamento è appesantito dal plasma solare. Se erutta - come tali filamenti sono inclini a fare - potrebbe cadere al di sotto della superficie stellare, scatenando un'esplosione chiamata "Hyder Flare".
In alternativa potrebbe volare verso l'alto, scagliandosi frammentato nello spazio.
Gli Astrofili con telescopi solari sono invitati a controllare la regione per gli sviluppi.




Articolo originale

(grazie ad Andrea per la segnalazione)